Eccolo Editions
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Lynn Rodolico

Lynn Rodolico (lynnrodolico.com)
Lynn Rodolico was born in 1953 in Santa Monica, California, and grew up in the coastal town of Pacific Palisades. Her earliest, happiest memories come from inventing stories beneath the large fruit trees in her backyard...

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La Sicilia

Cultura & Società

Bella storia siculo-fiorentina

Tradotto in italiano il libro di successo della scrittrice americana Lynn Rodolico
Sabato 27 Aprile 2013, Trapani, pagina 29

Peppe Occhipinti

A un anno di distanza dalla pubblicazione del libro «Two Seas», della scrittrice americana Lynn Rodolico, esce in questi giorni la versione italiana dell'opera, curata da Antonino Rodolico, per i tipi della casa editrice inglese «Eccolo Editions». L'impegno editoriale è una sorta di regalo a quanti non leggendo la lingua inglese lo scorso anno non avevano potuto conoscere direttamente la bella storia siculo-fiorentina narrata nel libro. 
I «Due Mari» del titolo alludono al Mar Tirreno e al Mar Mediterraneo che bagnano l'angolo occidentale della Sicilia dominato dal Monte Erice, sacro alla dea Venere. Ed è sulla montagna ericina che Kate e Niccolò, i due protagonisti del romanzo, comprano una casa per le vacanze, con una spettacolare vista sul golfo di Cornino con il Monte Cofano come fondale. Kate è una fotografa americana che vive da un quarto di secolo a Firenze, dove durante un suo soggiorno di lavoro ha conosciuto e poi sposato Niccolò, un fiorentino di origine siciliana. Quella ammaliante vista che si gode dalla casa, sul monte dall'aguzzo profilo triangolare, riflesso sul mare, in continua mutazione per il variare dei venti e delle condizioni meteorologiche, diventa il soggetto della sua ricerca fotografica ed il tema che collega tutti e 26 capitoli del libro. Si impone per la sua presenza quando vengono raccontati gli avvenimenti siciliani e nel ricordo quando la scena degli eventi si sposta in Toscana.
Lynn Rodolico, americana di Santa Monica in California, ha una formazione poetica, è esperta di letteratura inglese che ha insegnato in una università della California, ed è una devota del sommo Shakespeare e dei suoi contemporanei poeti elisabettiani. Il Monte Cofano diventa perciò sotto il suo sguardo un soggetto poetico, oggetto di fascinazione e di narrazione. Ma sotto quello sguardo fotografico non cade solo il Monte triangolare ma anche l'intero paesaggio siciliano animato da varia umanità. Sono il mediatore immobiliare, i venditori della casa, il notaio, i vicini di casa, gli operai che fanno i lavori, i nuovi amici di Erice e di Trapani.
Il punto di vista «americano» di Kate le permette continui confronti tra le diverse realtà e tra i differenti comportamenti sociali. E' lei che racconta nel romanzo. E' lei che parla in prima persona, che riferisce quanto accade ma anche quanto ricorda. Del suo passato in California, nei college e all'università, ma anche del passato del marito Niccolò in Toscana e in Sicilia, ad Erice, dove, da ragazzo veniva in villeggiatura durante le vacanze scolastiche. Kate non è una snob ma con una visione snob dell'esistenza viene spesso a scontrarsi e ciò le procura sofferenza. Sono snob le signore fiorentine e sua suocera Fiammetta proprietaria di una villa antica sulle colline toscane e di un palazzo di città sul Lungarno a Firenze. Per questo quando incontra in Sicilia persone autentiche dotate di quella che viene definita umana «eleganza naturale» non può che restarne incantata.
Sono naturalmente eleganti ad Erice i discendenti di antiche famiglie nobiliari che hanno dato i loro nomi a vie, strade e piazze. Ma elegante naturale è anche il venditore di frutta e verdura pur con la maglietta non proprio pulita e le unghie orlate di nero. Tutti i personaggi del romanzo «Due Mari» hanno il loro giusto spessore, anche quelli minori, non sono mai marionette e insieme animano un vasto affresco che ha come sfondo il mondo intero. Perchè le vicende raccontate non avvengono solo in Sicilia o in Toscana ma anche in America, in Inghilterra e in Olanda dove le figlie di Kate e Niccolò frequentano l'università.
I colori di questo vasto affresco sono differenti. Sono quelli dell'amore, nella parte siciliana; sono quelli corrosivi del distacco nella parte toscana ed americana. Sono anche quelli della tragedia e del dolore quando affrontano il tema della malattia e della morte. La modernità e l'epoca di cambiamento che stiamo vivendo sono rappresentati nel romanzo dal continuo ricorso dei protagonisti ai collegamenti in rete via internet, dalla presenza di lavoratori stranieri immigrati e da un ritorno all'agricoltura con la riscoperta da parte del mercato di prodotti di qualità come l'olio extra vergine d'oliva. www.lynnrodolico.com è l'indirizzo elettronico segnato alla fine del libro per quei lettori che volessero contattare la scrittrice.

 

Luigi Giannitrapani - Presentazione TWO SEAS di Lynn Rodolico –

Erice 21 Agosto 2012


Quale è il fine della buona letteratura se non quello di suscitare, nella mente e nell’animo del lettore attento, delle  emozioni?
La lettura di un buon libro, deve rievocare sensazioni, situazioni, impressioni già vissute, oppure far provare nuove e diverse emozioni, rese vive con l’ausilio della propria immaginazione, da parte del lettore. Lo scrittore riesce in questo intento utilizzando un solo strumento: le parole.
Le parole sono uno strumento povero, disponibile a tutti, che tutti possono usare, e che se usato bene, si trasforma in uno strumento dotato di una forza inimmaginabile.
All’inizio dell’Edipo a Colono di Sofocle, Edipo cieco e guidato dalla figlia Antigone, giunge a Colono presso Atene e, ad un personaggio locale chiede di incontrare Teseo, re di Atene, affermando di potergli arrecare un vantaggio. Il suo interlocutore gli chiede
            Coloneo        E che vantaggio può ricevere da un cieco?
            Edipo            Le mie parole vedranno per me.
Durante la rivolta giovanile del 68, sulle barricate di Parigi, il filosofo Jean Paul Sartre, gridava ai poliziotti: “Vi distruggerò con le mie parole”.
Ecco due esempi, tra tanti, della forza delle parole, che da Sofocle ad oggi, dopo oltre 2500 anni è rimasta inalterata.
Ma le parole devono essere usate con accortezza, proprio perché pericolose. Il confine tra utilizzarle bene o male è molto sottile, e può essere valicato in ogni momento.
Leggere un buon romanzo è come vivere una seconda vita, in cui si aprono scenari nuovi, si incontra gente diversa, che talvolta ci sembra di aver già conosciuto. 
Certe volte, inconsapevolmente, giudichiamo della bontà, o del valore di un libro, dalla capacità  che questo ha di restituirci la sensazione che la vita sia proprio così. Ogni parola, ogni frase, evoca in noi il senso della vita, il significato vero di cosa significhi esistere, vivere la propria vita.
Quando poi la storia che leggiamo parla e ci descrive luoghi o circostanze a noi note, ecco che nella nostra mente scatta un inconscio meccanismo di riconoscimento, che arricchisce la nostra interpretazione e la nostra esperienza. Essendo infatti questa certamente diversa da quella dell’autore, siamo in grado, meglio di altri a cui manchi quella stessa esperienza, di restare incantati, di fronte a rivelazioni inaspettate, a cui non avevamo pensato da soli.
Questo è quello che accade nel leggere il libro di Lynn. Lei ci presenta scenari, panorami, visioni, visti con l’occhio interiore della sua immaginazione e della sua esperienza, e che risvegliano in noi, sentimenti e visioni diverse, ma concordanti, e talvolta del tutto nuove ed inaspettate.
Lynn usa con maestria le parole che impiega, le rende vive, ci fa vedere, quello che i nostri occhi, spesso assuefatti a quei panorami, a quelle situazioni, non vedevano più da tempo.
Molto è stato scritto sul paragone tra scrittura e pittura. Tutti i grandi scrittori sanno che scrivere bene significa dipingere con le parole. E Proust, riferendosi alla Recherche, affermava “il mio romanzo è un dipinto”.
Scrivere un libro equivale dunque a  dipingere con le parole e leggere un buon libro comporta  la visualizzazione di immagini create dalle parole di qualcun altro. Orazio nella sua Ars Poetica ha scritto: Quale un quadro, tale è la poesia. Ma non è proprio così. La differenza è che la letteratura è un arte che si rivela nel tempo, mentre la pittura si rivela nello spazio. Tempo e spazio, due categorie kantiane fondamentali. Guardando un dipinto che rappresenta un paesaggio, cogliamo immediatamente il significato generale: in un istante ogni cosa si dispiega davanti ai nostri occhi. Per cogliere invece il significato completo di un testo abbiamo bisogno di capire come si muovono, come agiscono nel tempo i protagonisti e come cambiano le circostanze con cui loro si confrontano. In altre parole dobbiamo capire la storia, il dramma e gli eventi.
Nel suo bel libro, Lynn, utilizza il tempo con una tecnica che è una delle caratteristiche stilistiche del movimento modernista. Da Joseph Conrad, il grande scrittore anglo-polacco, considerato uno dei grandi precursori del modernismo in letteratura, in poi, la tecnica degli intrecci del tempo ci fa comprendere che esiste un modo diverso di capire la nostra vita, osservando quella degli altri. Nel suo Two Seas Lynn, ci presenta un tempo non lineare, con frequenti salti, avanti ed indietro, a seconda delle esigenze narrative; con uno stile del tutto suo fa si che il tempo diventi il pennello che sparge le parole sulla tela del racconto, unendo il reale con l’immaginario. Credo proprio che Lynn, come tutti gli scrittori di razza, sia riuscita nel miracolo di trasformare un’esperienza soggettiva, in una esperienza oggettiva, condivisa cioè da chiunque legga il libro.
Marguerite Yourcenar, in un suo importante saggio sulla Letteratura, ha scritto che un apprezzabile funzione del romanzo è quella di incorporare espressioni prese direttamente dalla vita e non alterate da revisioni stilistiche – frasi come “Per favore passami i fagioli”, “Chi ha lasciato aperta la porta?” o “Attenzione, sta per piovere” (1). Questa lezione Lynn, la appresa in modo eccelso, e la sua scrittura suscita in noi dei richiami concreti alla nostra vita, alle nostre esperienze concrete, di tutti i giorni.
Leggendo il suo libro, la nostra attenzione è attratta in continuazione da alcuni piccoli, ma significativi dettagli, brevi attimi, che si seguono l’un l’altro, suscitando in noi l’aspettativa di giungere al momento in cui, nella nostra mente, si crei il quadro d’insieme completo
Dopo aver finito di leggere un ben libro, come quello di Lynn,  quello che ci resta impresso non è tanto la storia con i suoi significati, o i vari personaggi che in essa abbiamo  incontrato, bensì una riflessione sulle debolezze della nostra vita, sull’immensità ed eternità del mondo e della natura che ci circonda, e sul nostro modesto ruolo su questo palcoscenico che temporaneamente calchiamo.

(1) Marguerite Yourcenar – Tono e Linguaggio nel Romanzo Storico in Pellegrina e Straniera, Einaudi, 1993

 

ERICE E I SICILIANI VISTI DA UN'AMERICANA

Martedì  21 agosto alle ore 18,00, nel Cortile del Museo di Erice,sarà presentato "Two Seas", il romanzo di Lynn Rodolico ispirato ai luoghi e alla cultura della Sicilia e, in particolare, dell'Agro Ericino.

L'autrice americana, per storia familiare fortemente legata sia a Firenze che ad Erice, delinea un ritratto sincero e affascinante di una Sicilia nei quali i valori della semplicità e della generosità prevalgono, una volta tanto, su i suoi atavici problemi.

L'evento è inserito nell'ambito della rassegna "Erice Eventi d'Estate" promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Erice e dalla Fondazione Erice Arte.

Oltre all'autrice, interverranno Pietro Salvo, Luigi Giannitrapani e Laura Montanti.
Il cortile del museo "Cordici" si trova nei pressi della Piazza del Municipio.

 

 

Lynn Rodolico - Discorso di presentazione di TWO SEAS

Torre di Ligny, Trapani, 5 Luglio 2012

Prima di parlare del mio libro vorrei brevemente ringraziare chi mi ha accompagnata fino a qui stasera.
Per incominciare un grazie al prof. Occhipinti che ha scritto una recensione così appassionata e convincente che anche io volevo leggere questo libro!  Grazie a lui ed a Teresa Stefanetti siamo qui ora a Torre di Ligny per presentare TWO SEAS.
Un ringraziamento anche al mio caro amico Luigi Giannitrapani che ha donato la sua bellissima voce ed interpretazione. Le nostre conversazioni sulla cultura siciliana e la letteratura inglese hanno arricchito TWO SEAS.
Un grazie anche a Paolo Salone che ci ha organizzato le foto che stiamo vedendo. Ricordo con tanto affetto che, in occasione del nostro primo viaggio a Trapani, fu lui che ci ha fatto conoscere i particolari della città che solo un trapanese colto e innamorato può mostrare.
Ringrazio la padrona di casa, la dottoressa Ivana Inferrera, che leggendo TWO SEAS mi ha poste queste domande profonde e interessanti. In più noi tutti la ringraziamo per aver messo a disposizione per eventi culturali questo sito magico .

Qualche mese fa stavo facendo una ricerca per il mio nuovo libro Small Change. Avevo bisogno di una canzone semplice che la mia protagonista svedese poteva insegnare alla sue due figlie di tre anni. La storia di Spiccioli è di due gemelle neonate trovate nella spazzatura in Inghilttera e della famiglia che le adotta.
Cercavo su internet una canzone semplice che la protagonista poteva cantare in inglese, svedese, spagnolo etc.—ed ho trovato un nome che suonava familiare—Virginia Bachlund. Leggendo l’articolo ho scoperto che era la stessa persona che io conoscevo. Ho scoperto che lei aveva scritto questo testo nell’occasione della perdita del figlio maggiore, una poesia ritrovata dal figlio minore, Gary, dopo la morte della madre e messa in musica.  Commossa ho scritto a Gary ed ho mandato una copia di Two Seas pensando che lui sarebbe stato felice di trovare la sua mamma ben ricordata nel libro.
Ma Gary ha risposto in un modo che non mi sarei aspettato. Ha creato un brano di musica Nocturne e Fugue in D flat major che permette di sentire le mie parole in un'altra dimensione. E’ una strana e meravigliosa sensazione: io, ascoltando la musica di questo compositore, sento il racconto del mio libro ed ogni volta che la  musica finisce mi trovo di nuovo con pelle d’oca!
Come scrittrice mi diverto a giocare con le parole creando i personaggi. Per dire la verità, scrivo più per la soddisfazione dell’immagine e delle parole che per la risposta dei lettori. Cerco di dare ad ogni frase, ad ogni gesto, più significati possibili, naturalmente senza rallentare il ritmo della trama. Creo tensione e sollievo; metafore che si prolungano come l’ombra di un tardo pomeriggo finchè non diventano leitmotifs nella stesso modo che un bel mazzo di fiori in mezzo della tavola può fare più piacevole un pranzo. Spero che il lettore senta i diversi strati anche se non vede ogni particolare.
Ma Gary ha visto tutto. Ha trovato immagini di luce ed oscurità nella durata della giornata, nel cambiamento della stagione come nel passaggio dalla vita alla morte, elaborando queste immagini nella sua composizione; ha creato suoni di tanti tipi di luce, ha creato urgenza e compassione, domande ed accettazione, seguendo i passi che i personaggi di Two Seas devono fare per risolvere la loro situazione per ricevere la felicità che loro cercano.
Ero meravigliata di trovare Virginia Bachlund su internet, ma non dovevo essere così sorpresa. Lei è presente nella nostra casa costantamente ricordata ogni volta che si usa il suo asciugamano. E’ vero che ha perso un po’ del suo colore ed il buco è sempre più grande, ma come dice Kate, le memorie non cadono. Al contrario, tramite questo buco, è nato un bellissimo pezzo di musica che mi fa tanto piacere condividere oggi con voi.   
Grazie.
Lynn Rodolico

 

Luigi Giannitrapani - Presentazione Two Seas

Torre di Ligny – 5 Luglio 2012

Ho conosciuto Lynn alcuni anni fa, all’inizio della sua “avventura” Ericina, e l’argomento della nostra prima conversazione è stato il mio amato Shakespeare. Da quel momento è iniziato con lei un lungo ed ininterrotto dialogo, verbale e per e-mail, che continua tuttora su alcuni grandi temi che la Letteratura ci offre, da quando l’uomo ha imparato a formulare un linguaggio compiuto. Ho quindi aderito con piacere all’invito rivoltomi di dire due parole di commento sull’ultimo libro di Lynn Two Seas, anche perché ho seguito passo passo il suo concepimento, la sua stesura e l’appassionato lavoro di editing e di pubblicazione, oltre ad avere avuto il privilegio di essere stato uno dei primi lettori.
Il filosofo del Rinascimento Inglese Francis Bacon, in un memorabile saggio ha scritto che i libri sono come il vino, e si dividono sostanzialmente in tre categorie: i libri che si leggono tutto d’un fiato ma, una volta letti, si dimenticano e non lasciano né traccia né sapore. Vi sono poi i libri che si assaggiano e che si mettono subito da parte perché sgradevoli, ed infine vi sono i libri che si leggono con attenzione e che, una volta finiti siamo dispiaciuti perché ne vorremmo ancora, sono i libri che, come il vino, gustandoli lasciano un sapore che non si dimentica.
Ebbene il libro di Lynn appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria, non tanto per la storie che ci racconta, o per i personaggi che ci vengono presentati, quanto per il modo spontaneo, sincero, mi verrebbe voglia di dire: senza trucchi, con cui il libro è scritto.
La letteratura è certamente una rappresentazione di una realtà, ma di una realtà che lo scrittore modella, plasma, adatta con la propria immaginazione e che poi esprime con il proprio stile. La realtà così rappresentata non è quindi mai un’arida fotografia, ma piuttosto una libera ed artistica interpretazione attraverso la quale i lettori percepiscono le stesse emozioni e gli stessi sentimenti percepiti dallo scrittore. Così facendo i lettori entrano nella sua anima, come scrisse, negli anni 30 del secolo scorso John Middleton Murry (marito della scrittrice Katherine Mansfield) in un straordinario saggio sul poeta romantico inglese John Keats.
Il libro di Lynn si caratterizza inoltre per una particolarità che è propria di tutti i grandi romanzi. Spesso infatti lo scrittore ci racconta la sua storia in modo indiretto, quasi per sentito dire, e così facendo il lettore, per quanto interessato e per quanto ben scritto possa essere il libro, rimane fuori dalla storia stessa e quindi assume un atteggiamento freddo, distaccato. Nel libro di Lynn invece la storia non ci viene raccontata, ma ci viene mostrata direttamente, senza veli e senza riserve. Si che il lettore ha la sensazione di viverla in prima persona. È come se la storia si raccontasse da sola.
Così dunque Lynn ci apre la sua anima, senza falsi pudori e senza reticenze rendendoci partecipi delle sue emozioni, dei suoi momenti gioiosi e di quelli difficili. Senza tuttavia dimenticare che ciò che stiamo leggendo non è una autobiografia, ma un romanzo e come tale va dunque interpretato. Questa che potrebbe apparire come una contraddizione è l’essenza stessa della scrittura e quindi della Letteratura.  
Il popolare scrittore indiano Salman Ruschdie, nel suo romanzo Vergogna, fa dire al narratore “La mia storia, il mio paese immaginario esiste come me stesso, in un piccolo angolo della realtà”.
Credo che Lynn offrendoci questo libro ci abbia consentito, magicamente. l’ingresso in un angolo della sua realtà.

 

 

A review by Peppe Occhipinti

Peppe Occhipinti
Peppe Occhipinti


Sulle pagine del "Domenicale" del "Sole 24 ore" capita di tanto in tanto di vedere recensito un libro in inglese tra le novità letterarie. Una eccentricità apparente, necessaria tuttavia, per segnalare un'opera che, pur non essendo ancora stata tradotta, può interessare i lettori. Un caso simile è quello che viene qui proposto perché il libro "Two Seas" (Due mari) non può non suscitare l'attenzione dei lettori del Trapanese perché parla di Trapani, di Erice e degli usi e costumi dei Siciliani pur essendo scritto in lingua inglese dalla scrittrice americana Lynn Rodolico.
Protagonista assoluto del libro è il Monte Cofano, una montagna alpina conficcata nell'azzurro del Mare Mediterraneo. L'autrice lo colloca al centro del quadro narrativo la cui cornice è rappresentata dall'acquisto di una piccola casa sulla montagna ericina che gode di una vista spettacolare. Di quella casa con vista si invaghisce una coppia di coniugi di qua e di là dei sessanta anni, con un lungo matrimonio alle spalle e due figlie universitarie. Lei è una fotografa americana, lui Niccolò, già in pensione, è figlio di un siciliano e di una nobildonna fiorentina. Kate e Niccolò si sono conosciuti a Firenze e nella città toscana sono vissuti venticinque anni. In Italia quando si allude alla "forma romanzo" si avverte un immediato tanfo di stantio che fa tanto "Ottocento". La letteratura americana invece, soprattutto con Hemingway, ha inventato una nuova forma, più dinamica, descrittiva e colloquiale, in cui i personaggi vengono raccontati al tempo presente come se tenessero essi stessi un diario degli avvenimenti quotidiani che li vedono coinvolti.
Nella costruzione di questo affresco narrativo il salto di registro evita qualsiasi caduta nell'autobiografismo e permette una visione di ampio respiro, tanto più quando la caratura internazionale dello sguardo procede ad un confronto serrato tra realtà sociali differenti.
Kate e Niccolò che guardano dalle finestre della loro casa il Monte Cofano, vengono a contatto con una umanità variegata fatta di vicini di casa, mediatori immobiliari, proprietari di case in vendita e con rappresentanti dell'alta borghesia locale che si ritrova ad Erice per la villeggiatura. Ma anche, attraverso l'espediente del flash back, fanno i conti con le loro esperienze formative. Per Kate in America, per Niccolò a Firenze. Ne risultano ritratti dai colori vividi e smaglianti, venati di affetto e gratitudine ma anche di ironia e sarcasmo. La scrittrice Lynn Rodolico che è alla sua terza prova narrativa, dopo "Intimates" e "Heart and Soul", tratteggia le sue figure in primo piano e quelle sullo sfondo, con indulgenza, ma non manca di evidenziarne difetti e particolarità del carattere che emergono dal naturale confronto tra i comportamenti dei personaggi americani, fiorentini e siciliani.
Sia Kate che Niccolò sono figli di genitori separati poco inclini a curarsi delle ferite che quelle separazioni avevano causato. .... Vengono anche messi a confronto lo snobismo delle "madonne" fiorentine e l'elegante cameratismo delle "signore" siciliane, affabili anche al primo incontro, pur vantando cognomi scolpiti sulle targhe di marmo delle vie cittadine e sugli ingressi dei musei a perenne memoria dei loro celebri antenati.
Oggetto di descrizione attenta ed accurata non sono solo i personaggi ma anche il paesaggio, naturale ed urbano. Così viene passata sotto analisi l'architettura delle case ericine, la riqualificazione del centro storico di Trapani ed il carattere "sovietico" degli edifici a scatola della speculazione edilizia degli anni Sessanta. In città la coppia scopre un negozio di mobili che apre i suoi battenti tra un cinema a luci rosse ed il cimitero comunale. Proprio lì viene acquistato l'intero arredamento della nuova casa. Funzionale e a buon mercato.

Il libro "Two Seas" (Due mari), pubblicato per i tipi della "Eccolo Editions" e stampato nel Regno Unito, è ripartito in 25 capitoli per un totale di 400 pagine.
L'immagine conclusiva vede i due coniugi seduti davanti il camino, in inverno, che guardano ipnotizzati le fiamme. La casa, da loro pensata come casa per le vacanze estive, ha superato la prova dell'inverno. "They have made a home for all Seasons".

Peppe Occhipinti is a journalist, art critic, poet, painter and professor emeritus. His paintings can be viewed at :
www.fotoegrafica.net/occhipinti/

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